One Direction, dopo i due sold out Milano concerto a Torino video

Appuntamento il 6 luglio allo Stadio Olimpico

Dopo il sold-out delle due date a San Siro (28-29 giugno) annunciate qualche settimana fa, per cui i biglietti sono terminati nel giro di pochissime ore, la boyband One Direction annuncia una terza tappa nel nostro Paese. Appuntamento il 6 luglio allo Stadio Olimpico di Torino.

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Il terzo album dei One Direction “Midnight Memories” verrà pubblicato il 25 novembre e contiene sia il nuovo singolo “Story Of My Life”, in radio in tutta Italia da oggi e a poche ore dall’uscita n.2 su iTunes, che “Best Song Ever”, premiato come Canzone dell’Estate ai recenti MTV Video Music Awards.

Fiorella Mannoia: “Canto Lucio Dalla per rendergli omaggio con amore e rispetto”

Nell’album-dvd tributo “A te” duetti con Ron e Alessandra Amoroso.

Fiorella mannoia,  Lucio dalla,  Alessandra amoroso,  Ron  A te Aveva solo 17 anni Fiorella Mannoia quando in un bar di Milano è rimasta colpita da Lucio Dalla che raffreddava un cappuccino fischiandoci sopra una melodia.

 Da allora tanti incontri, qualche collaborazione fino all’album-dvd tributo “A te”, in uscita il 29 ottobre.

 Undici brani reinterpretati magistralmente con l’orchestra da Fiorella e due duetti con Ron e Alessandra Amoroso. “E’ il mio atto d’amore per Lucio”, dice a Tgcom24 l’interprete.

“Se io fossi un angelo”, “Chissà se lo sai” ma anche le meno conosciute “La casa in riva al mare” e “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”.

 Tutti e undici i brani di Lucio Dalla rivivono nel suono e nelle parole di Fiorella che ha messo cuore a anima in un progetto, certamente, non facile.

Dalle immagini del lavoro in studio, immortalate nel dvd allegato, traspare una serenità rara e unica.

 Eleganti e incisive le collaborazioni con Alessandra Amoroso ne “La sera dei miracoli” e Ron in “Felicità”.

 L’ho visto la prima volta quando avevo 17 anni e lui era un po’ più grande ma già noto come Lucio Dalla, al bar sotto la casa discografica Rca negli anni 70. Lo vidi con la barba, cappello in testa e cappuccino davanti caldo, per freddarlo ci fischiava sopra una melodia.

 Non è stato facile, ci ho pensato e ripensato, rigirandomi di notte nel letto. Ma sentivo la necessità e il bisogno, nonché il dovere, di rendergli omaggio in modo sincero.
 cos’è successo?
 Ho chiamato i musicisti, la mia band, l’orchestra e diversi maestri in studio per incidere in presa diretta, senza alcun artificio, i brani. Eravamo tutti eleganti, perfetti ed emozionati di abbracciarci idealmente in nome di Lucio.

Perché hai chiamato Ron?
 Devo essere onesta, non avevo previsto duetti in questo cd. Ma Ron era importante ci fosse, per Lucio ha scritto bellissime canzone oltre ad essere suo grande amico. E il fatto che abbia accettato mi ha onorata.

Come hai scelto le canzoni dal repertorio di Lucio?
 Tra quelle a cui sono più legata, come “Cara” che abbiamo cantato anche assieme o “Anna e Marco”. Altre le ho dovute scartare perché vocalmente non ci arrivavo ma in un caso mi sono fatta aiutare: da Alessandra Amoroso per “La notte dei miracoli”…

Com’è andata?
 Benissimo! Alessandra l’ha eseguita in modo molto aggraziato, mantenendo sempre l’eleganza. Un salto nel buio perché non abbiamo fatto le prove prima e quando ha iniziato a cantare ho capito che non mi sono sbagliata nell’aver scelto lei. Mi sembrava anche giusto che ci fosse un giovane cantante che omaggiasse Lucio. Lui li appoggiava, come ha fatto con Mengoni e Carone, ma anche io con Noemi.

Seguirà un tour da questo progetto?
 No. Questo è un omaggio intimo, discreto e sincero. Ci sarà sicuramente una serata evento il 23 dicembre all’Auditorium di Roma, forse ne seguirà una seconda data, ma tutto rimarrà contenuto in questo disco.

Guarda avanti l’amore di Renato Zero “Capitolo II, momento meraviglioso”

Esce “Amo – II”, secondo disco di inediti in sette mesi: “Penso ai giovani che non hanno spazio in tv e in radio” dice l’artista che annuncia anche un terzo lavoro a novembre e un live all’estero “ma senza essere un commesso viaggiatore della musica”.

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C’è chi gongola per un tanto atteso album dopo dieci anni di best of. C’è chi in sette mesi sforna due dischi con ben 29 brani nuovi di zecca, inframezzati da decine di concerti sold out da una parte all’altra d’Italia.

 Del resto, lo ha scritto anche il profeta Qoelet: c’è un tempo per ogni cosa. Per Renato Zero adesso è il tempo di “Amo – Capitolo II”, quindici canzoni firmate con Mariella Nava, Danilo Madonia e Maurizio Fabrizio.

 “E’ un disco pieno di sensazioni che raccontano un meraviglioso momento della mia vita” dichiara l’eterno ragazzo della Montagnola, di passaggio a Milano nel giorno di “riposo” tra le sei date live al PalaMandela di Firenze.

 

Il disco – Il Capitolo II è stato pensato per i giovani: “A 63 anni ho scritto che ‘la vita che mi aspetta non mi fa paura’ ed è tutto vero. Ho una nuova prospettiva nel modo di scrivere perché lo faccio per cercare di arrivare ai giovani, al futuro della musica e non solo di quella”.

 I due dischi sono nati in parallelo, sono diventati un progetto il giorno dopo la pubblicazione del primo album. Nel secondo Amo sono molte le tracce vanno dritto al bersaglio. Dagli arrangiamenti di Trevor Horn (uno dei collaboratori di Zero come Madonia e Celso Valli) in Sia neve all’autoreferenzialità di Eterno ultimo, dall’omaggio all’Italia di Nuovamente alla mai abbastanza cantata Roma e i suoi figli in AmoR.

Lo Zero contro tutti – Artista da una vita, produttore esecutivo e distributore di sè stesso da un bel pezzo, Renato Zero è più che mai libero di suonarle a tutto e tutti. “La fabbrica delle illusioni non fa ascolti oramai” canta in Titoli di coda: “Alla tv non devo niente – spiega – io sono nato in strada, nelle cantine con le scatole di uova vuote sulle pareti per insonorizzarle, come facevamo in via Torino, vicino alla stazione Termini. Questa è linfa vitale per me, come la gente che viene ai concerti. Altro che giovani tutto il giorno davanti al computer…”.

 
Poi ancora la radio, ormai in mano alle major: “A lungo mi hanno dato poco spazio perché i network radiofonici sono in mano alle multinazionali che spingono solo musica straniera. Ma ditemi come può un giovane oggi farsi conoscere senza passare per forza dai talent? Senza radio e discografici lungimiranti gente come me e Lucio Dalla che fine avrebbe fatto?

 La tv e la radio cercano il fenomeno, il “mostro” ma fare il “mostro” non è piacevole”. Controcorrente anche come imprenditore: “Ho lanciato la mia linea di occhiali. Li hanno distribuiti bene poi si sono messi di mezzo i colossi del settore che hanno minacciato di bloccare le forniture a chi vendeva i miei prodotti”

Morto Lou Reed, leggenda del rock: aveva 71 anni VIDEO

lou reed, morto, rolling stone, rock, velvet undergroundStavolta Lou non c’è l’ha fatta. La sua corsa pericolosa sul ciglio selvaggio della strada si è fermata ieri.

 Sotto il peso di una malattia che lo aveva costretto a un trapianto di fegato e a vari ricoveri in ospedale.

  Lou Reed ci lascia, destinazione olimpo del rock. Aveva 71 anni e ne aveva sfangate tante.

 Eppure, nell’attimo della morte, ci appare ancora come quel teddy-boy in giacca di pelle nera che aveva stregato Andy Warhol e terrorizzato i benpensanti newyorkesi, anche ben prima del fatidico 1968.

Lo ricorderanno come il rock’n’roll animal, il poeta della paranoia urbana, oltre che l’inventore di quel tipico stile di canto “recitato” che avrebbe fatto scuola. Ma Reed era anche e soprattutto un grande autore.

 Un artista visionario, che seppe anticipare umori e tendenze delle generazioni successive – a cominciare da quella punk, che lo elesse suo “padrino” – allargando la sua influenza anche all’arte, alla poesia, al cinema.

Una parabola artistica di quasi mezzo secolo, la sua, iniziata sotto la conturbante griffe dei Velvet Underground. Quando Lou era un ex-studente dalle propensioni gay, che i genitori avevano cercato di reprimere a suon di elettroshock. Mentre il sole della West Coast incendiava i sogni hippy, nelle cantine di New York calavano le tenebre.

 La band di Lou Reed e John Cale cantava storie di alienazione e perdizione, di amori sadomaso e violenze criminali. Inclusi sfibranti inni all’eroina. Il degrado urbano si vestiva delle tinte surreali della pop art e dei suoni delle avanguardie. Nascevano così due dischi – il primo, leggendario VU & Nico, con la banana warholiana in copertina e la voce spettrale della cantante tedesca, il secondo, White Light, White Heat, ancor più estremo e sperimentale – che avrebbero cambiato volto alla musica rock. Poi, il declino e la disgregazione finale della band, che gettò il giovane Reed in una grave crisi psicofisica.

Ma Lou The Vicious – per citare uno dei suoi inni depravati – ha sempre saputo come rinascere dalle sue ceneri. Novella araba fenice, sotto l’egida glamorous di David Bowie nell’epico Transformer (il disco di Walk On The Wild Side e Perfect Day), oppure struggente poeta urbano in Berlin prima e New York poi.

 La sua lunga carriera è stata sempre costellata dai colpi di scena: dal fragoroso assalto sonoro di Metal Machine Music (1978) a Ecstasy, che lo rilanciò all’alba del nuovo millennio, dalle poesie di Edgar Allan Poe musicate in The Raven (2003) fino alla spiazzante collaborazione con i Metallica di Lulu (2011).

Redento dal rock e sempre accompagnato dal suo pungente umorismo yiddish, Lou non ha mai mollato di un millimetro. E nel 2008 aveva coronato il suo grande amore maturo, sposando la compagna e musicista Laurie Anderson. Se ne va lasciando un vagone di grandi canzoni e soprattutto un sentiero già tracciato per tutti coloro che vorranno accostarsi alla parola “rock”.

Musica:due date torinesi per Massimo Ranieri

massimo  ranieri.jpgUna voce tutta italiana che non sa proprio stare lontano dal palcoscenico: Massimo Ranieri si prepara a tornare a Torino a novembre, con due date al Teatro Alfieri.

Il tour, che arriverà a Torino l’11 ed il 12 novembre, si intitola “Sogno e son desto – chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle” e più che come un semplice concerto si presenta come un vero e proprio recital con un immenso protagonista: il grande Massimo Ranieri.

 Lo spettacolo, scritto dallo stesso Ranieri insieme a Gualtiero Peirce, gioca ed incanta con monologhi e canzoni, in un vortice che accompagna lo spettatore dalla classica canzone napoletana ai grandi successi dell’artista.

 Come “Se bruciasse la città”, “Perdere l’amore” o ancora “La voce del silenzio” o “Rose rosse”, per poi approdare in alcuni remake di grandi classici italiani ed internazionali “da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini, da Charles Azvanour a Violeta Parra”, come si legge sul suo sito ufficiale.

L’orchestra che accompagnerà una delle voci più conosciute della musica italiana sarà composta da Massimiliano Rosati (alla chitarra), Mario Guarini (al basso), Luca Trolli (alla batteria), Flavio Mazzocchi (al piano) ed infine Donato Sesini (al sax).

 La prima data torinese, quella dell’11 novembre, è diventata velocemente un sold out, ma ci sono ancora dei posti disponibili per il 12. Per chi proprio non riuscisse ad accaparrarsi un biglietto per questo imperdibile show, ci sarà un’altra possibilità per rifarsi, comunque, a marzo: il 10 marzo del 2014, infatti, Massimo Ranieri tornerà a Torino per una nuova data.

“Sogno e son desto” è stato descritto come un viaggio affettuoso che Massimo Ranieri dedica ai mille significati che possono avere il coraggio, i sogni, le aspirazioni per chi ancora oggi si sente tra gli ultimi e i sognatori.

 Con tutto il suo essere camaleontico, Ranieri, in questo recital, mette in mostra la sua sensibilità artistica e veste il doppio ruolo di cantante ed attore, di modo da portare in scena musica e poesia. Ultima chicca finale di questo magico show? Un inatteso omaggio a Domenico Modugno, altro immancabile tassello della storia della musica italiana.  Le date sono quindi fissate: 11 e 12 novembre, Teatro Alfieri a partire dalle ore 21.

Mtv Ema, Marco Mengoni è Best Italian Act Il primo vincitore della manifestazione

mengoni.jpgMarco Mengoni è stato scelto come Best Italian Act per gli Mtv Ema 2013 avendo ricevuto la maggior parte delle preferenze dei fan.

 Il cantante rappresenterà l’Italia nella categoria Worldwide Act durante la diretta dallo Ziggo Dome di Amsterdam domenica 10 novembre.

Quest’anno i 186 artisti provenienti da ogni angolo del mondo hanno fatto parte del Worldwide Act e ora i vincitori sono stati scelti. Da oggi Marco Mengoni sfiderà gli altri vincitori del Sud Europa per avere la possibilità di essere uno dei 10 finalisti della categoria.

Pooh: “Ci ritiriamo per due anni” Lanciano “Pooh Box” omaggio a Valerio Negrini, poi tour e lunga pausa

– I Pooh si ritirano per due anni per poi festeggiare “degnamente” i 50 anni della band. Prima Roby, Dodi e Red pubblicano il 29 ottobre “Pooh Box” (Trio/Artist First), prezioso cofanetto con doppio dvd-cd “Opera Seconda Live”, “PoohdiSegni” con oltre 200 pagine sulla storia della band e il doppio cd “Voci per Valerio” con 28 brani storici scritti da Valerio Negrini e recitati da 40 doppiatori. “E’ il nostro omaggio a Valerio”, dicono a Tgcom24.  VIDEO

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Quindi vi ritirate?
 E’ arrivato il momento. Dopo che ci ha lasciati Stefano D’Orazio, abbiamo deciso di iniziare un nuovo percorso che ci ha portati a fare oltre trecento concerti. E’ arrivato il momento di pensare a nuove idee per poi festeggiare degnamente i 50 anni della band nel 2016.

Qualcuno di voi farà un percorso da solista nel frattempo?
 Non è il momento per parlarne ma siamo musicisti e se ci chiamano per qualche collaborazione perché dire no?

Come nasce l’idea di “Pooh Box”?
 Ci sembrava giusto rendere giustizia alla nostra storia non solo con un doppio cd e dvd live ma con un libro ricco di disegni che ripercorre la nostra storia dagli inizi con Valerio Negrini fino ad oggi…

E’ a Valerio che è dedicato questo progetto?
 Proprio a lui. Ci ha lasciati lo scorso gennaio e ne siamo rimasti colpiti parecchio. Lui era l’anima della nostra storia. Per questo un nostro fan Christian Iansante, grande doppiatore, ci ha voluto dedicare i brani scritti da Valerio recitati da molti suoi colleghi famosi. Ci siamo commossi parecchio.

Quali saranno i vostri prossimi impegni?
 Come il nostro “Pooh Box” ossia pensiamo ad iniziative che non facciano lavorare i nostri muscoli ma la fantasia. Per questo ci è sembrato giusto prenderci due anni di pausa per poi concentrare le energie nei festeggiamenti dei nostri primi 50 anni e fare una festa ‘alla Pooh’.

 Il cofanetto “Pooh Box” sarà in vendita a tiratura limitata di seimila pezzi circa al prezzo di 99 euro. E non è tutto perché Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian prima di ritirarsi dal 2 novembre torneranno sui palchi dei teatri in Italia, in Canada e negli Stati Uniti, con l’ultima parte di “Opera Seconda in Tour”. Confermata la loro presenza anche al Capodanno televisivo.

 

Premio alla musica d’autore nel nome di Piero Ciampi

Tre premi per i giovani talenti. Il Premio Ciampi, oltre al recupero dell’opera del poeta e cantautore scomparso nel 1980, infatti ogni anno bandisce un concorso per valorizzare la musica d’autore e la creatività.

 Quest’anno il concorso nazionale è stato vinto da Antonio Maldestro, quello per la migliore cover di un brano di Ciampi se lo è aggiudicato Giulia Mazzoni (brano Quando il giorno tornerà), mentre il premio speciale è andato a Luigi Mariano.

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 Maldestro inoltre ha vinto anche la Targa Siae ed il Premio AFI. I tre hanno avuto i riconoscimenti nel pomeriggio prima di salire sul palco del Teatro Goldoni insieme agli altri musicisti in cartellone: Bobo Rondelli, Ginevra di Marco, il trio Carlone-Li Calzi-Righeira, Gatti Mezzi, Sinfonico Honolulu, Letti Sfatti, Sara Loreni e Paolo Jannacci.

Giulia Mazzoni  è toscana di Prato e ha già ottenuto molti consensi grazie al suo album Giocando con i bottoni: «So che non è facile conquistare il pubblico con il solo pianoforte e una musica che non è commerciale. Ma questo è il mio modo di esprimermi e l’affronto come una sfida, una missione.

 Sono una persona solare, ma quando scrivo i miei brani viene fuori tutto il mio mondo interiore. Quindi affido alle tonalità minori la caratterizzazione dei miei brani. Una sorta di ‘malinconica solarità’.» La sua formazione? «Classica, ma ascolto di tutto. Gli ultimi concerti a cui ho assistito erano di Chick Corea e Keith Jarrett. Di ogni autore tento di assimilare elementi utili allo sviluppo della mia musica».

Tra gli artisti sul palco anche Paolo Jannacci che nel 2004 era con il padre Enzo, l’anno in cui la manifestazione tornò al Teatro Goldoni dopo le stagioni alla Gran Guardia. «Mi ricordo — dice Jannacci — una bella sera, ma anche molto impegnativa.

 Volevamo avere il massimo rispetto per un personaggio come Piero Ciampi, così importante per la musica italiana. Mio padre Enzo era in gran forma e molto contento di salire sul palco a Livorno». Gli chiediamo come ha scelto il suo set: «Intanto ho voluto seguire la semplcità cone linea guida insieme al chitarrista Luca Meneghello.

 Soni tre brani: un mio strumentale di carattere jazz, Vincenzina e la fabbrica per ricordare mio padre, e I mulini dei ricordi di Michel Legrand. Una scelta precisa per ricordare come la musica francese sia stata molto importante per Piero Ciampi».

XFactor, lite furiosa fra Morgan ed Elio: “Sei falso caz..! Mi hai ucciso”. Elio lascia la trasmissione

Anche a XFactor scoppiano le, liti e quella di ieri sera a “Xtra Factor” fra Morgan ed Elio è stata particolarmente accesa. Il giudice si è presentato in trasmissione con dei fiori per Elio per festeggiare il “Funerale della lucidità” dopo l’eliminazione del suo concorrente, Lorenzo, contro Freeboys.

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 Morgan però non si limita alla stoccata e affonda il colpo: ” Sei falso, caz..! Tu non hai ucciso Lorenzo, hai ucciso me (…) Sfotti sempre, sfotti, ma hai rotto i coglio.., sei la cosa più vuota di questo x Factor. Ecco, senso dell’umorismo saltami addosso…”. Elio, nonostante l’intervento di Simona ha lasciato lo studio infuriato…

Modà: “Conquisteremo l’Olimpico e San Siro”

A novembre esce il cd “Gioia…non è mai abbastanza!” e a luglio concerti negli stadi.

 :Olimpico di roma, Kekko silvestre, Modà Gioia, Tour San siro di milano, TazendaDopo un tour sold out e 200mila copie vendute del cd “Gioia”, i Modà rilanciano.

 A maggio tour in 7 città europee e a New York poi la band sarà all’Olimpico di Roma l’11 luglio e a San Siro di Milano il 19.

“Due show nuovi – assicura Kekko in esclusiva a Tgcom24 -.

Nel repackaging Gioia…non è mai abbastanza! che esce il 19 novembre, distribuito da Artist First, c’è un brano sulla Sardegna coi Tazenda: “Non è la Sardegna del Billionaire”.

A maggio 2014 la band si esibirà in sette città europee e negli Stati Uniti: Bruxelles, Monaco, Parigi, Madrid, Zurigo, Londra, Amsterdam e New York sono le città scelte.

E poi finalmente suonerete negli stadi, una consacrazione per voi?
 Credo che arrivare a San Siro e all’Olimpico sia una conseguenza del successo del tour nei palazzetti. Ricordo ancora quando Ferdinando Salzano dell’agenzia live F&P group ci propose cinque date al Forum, mi sembrava una impresa impossibile ma ci siamo affidati e abbiamo vinto la scommessa.

 Vogliamo suonare e arrivare al cuore della gente, sono tranquillo ma certamente un po’ di adrenalina c’è. E’ un bel banco di prova.

Ho scritto un brano dedicato alla mia amata Sardegna, dove ormai vado in vacanza da anni. Non è la Sardegna del Billionaire né di Porto Cervo ma quella ruvida e vera della Barbagia.

 Mi sembrava giusto chiamare i Tazenda che rappresentano musicalmente al meglio non solo quella terra ma hanno anche tracciato un solco nella nostra musica italiana.